Gargano da Scoprire

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Trailer web: Tufara Santa Lucia - San Giovanni Rotondo

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Tufara Santa Lucia

San Giovanni Rotondo

Regia, riprese e montaggio: Andrea GRANA

Tecnico luci: Alessandro CIAVARELLA

Supporto tecnico: Michele FLENA e Maria RITOLI

Fotografie: Giovanni BARRELLA

Ultimo aggiornamento Mercoledì 10 Marzo 2010 13:19
 

8° Corso di 1° Livello di Speleologia

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8° Corso di 1° Livello di Speleologia

Presentazione dell'8° Corso di Speleologia della Scuola "Luigi Gualano" di San Marco in Lamis. 

Cari amici speleologi e non,
sabato 6 marzo alle 16,30 presso l'Auditorium di Palazzo Fioritto a San Nicandro Garganico, verrà presentato l'8° Corso di Speleologia della Scuola "Luigi Gualano" di San Marco in Lamis con il Gruppo Speleologico Montenero e con la collaborazione del Team Archeo-Speleologico ARGOD di San Nicandro Garganico. Sarà anche l'occasione per presentare la Scuola di San Marco in Lamis con la nuova intestazione dedicata all'amico "Luigi Gualano".

Interverranno i Presidenti dei gruppi coinvolti, i Direttori della Scuola e del Corso e il Coordinatore delle Scuole di Speleologia della Regione Puglia. Inoltre, sarà presente l'Assessore al Turismo, Sport ed Associazionismo del Comune di San Nicandro Garganico.

Sono invitati tutti i gruppi speleologici e la cittadinanza per avere la possibilità di scoprire un mondo tutto nuovo. Quindi vi aspettiamo a San Nicandro Garganico, Palazzo Fioritto, nel Centro Storico alle 16,30, sabato 6 marzo. Dopo l'incontro inizierà il corso con le lezioni teoriche previste, dove si potrà anche assistere. Per chi fosse interessato, c'è ancora qualche posto disponibile per iscriversi.

Cordiali saluti.

Giovanni BARRELLA

Presidente TEAM Archeo-Speleologico ARGOD

 

Probabile Triplice Cinta scoperta al Castello di Peschici

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Triplice Cinta Sacra scoperta sul Castello di Peschici? 

Peschici   

Nell’estate del 2007 scoprii quasi per caso un’immagine geometrica pitturata sullo stipite sinistro del portale del Castello di Peschici, uno dei siti più affascinanti del Gargano. All’inizio sembrava solo un’ombra, un tratto scuro indefinito che in qualche modo aveva attirato la mia attenzione, ma ad un’analisi ravvicinata notai subito delle pitture nere, fortemente sbiadite e consumate dal tempo e dalle intemperie, che formavano delle figure geometriche a me familiari. Si riuscivano a distinguere degli angoli di 90°, che poi sembravano comporre dei quadrati. All’istante lo feci notare anche a Giovanni Barrella, Presidente del Team Archeo – Speleologico ARGOD, che era lì con me, ed ebbe le mie stesse impressioni.

Scattammo delle foto per poi analizzarle meglio al computer in un momento

 successivo. Da un primo risalto dei colori effettivamente si distinguevano abbastanza bene due quadrati concentrici, ed in effetti pubblicammo un trafiletto nella sezione RICERCHE del nostro sito di allora. 

Dopo un lungo periodo di tempo, ho voluto di nuovo approfondire la questione per effettuare delle analisi più accurate. Non potendo usufruire di mezzi tecnologici, né potendo avvalermi di persone competenti in materia, per analizzare dei campioni della pittura, ho condotto le mie ricerche percorrendo due strade: la ricerca storica e l’analisi scientifica dell’immagine attraverso software professionali.Mi sono avvalso della collaborazione e dell’aiuto di un amico disegnatore 3D, Alberto Rignanese, di Mattinata, specializzato nell’uso di software d’avanguardia nella grafica e sull’analisi dell’immagine.

Quel che ne è venuto fuori è decisamente molto interessante. 

Innanzi tutto bisogna premettere che tale pittura è posta un po’ in alto, per cui non è semplice fare una fotografia perfettamente in linea.

 

Il primo passo è stato quello di risaltare le pitture nere senza modificare in generale le caratteristiche dell’intera immagine, un lavoro di fino, come se avessimo effettuato un restauro virtuale del disegno [Fig.1].

 

 

 

 

Fig.1 Immagine ruotata di 90° e leggermente ritoccata in maniera tale da evidenziare i bordi.

 

Già solo in seguito a tale lavoro sembra molto evidente che ci siano figure geometriche che richiamano l’omai ben nota Triplice Cinta Sacra. Si può notare benissimo il quadrato intermedio, quello più piccolo, parzialmente rovinato, inoltre all’esterno si nota una striscia nera parallela alle basi dei due quadrati più interni. 
Ultimo aggiornamento Mercoledì 03 Marzo 2010 12:11 Leggi tutto...
 

Svastiche greche a Monte Sant' Angelo

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Triplici Cinte, Fiori di Loto e Svastiche antiche: una trama comune?

 

Monte Sant'Angelo

 

Alcuni mesi fa, noi del Team Archeo - Speleologico ARGOD scoprimmo una nuova Triplice Cinta Sacra sulla facciata anteriore della Chiesa di Santa Maria Maggiore a Monte Sant’Angelo. Per il gruppo si trattò della terza Triplice Cinta scoperta, dopo quella del Castello di Peschici e dell’Abbazia di Càlena. 

Poco tempo dopo, ad una ulteriore perlustrazione effettuata all’adiacente Tomba di Rotari, Battistero dedicato a San Giovanni, una nuova e sensazionale scoperta: due svastiche incise in un punto poco visibile nel cortile esterno della struttura, vicino alle basi delle quattro colonne di granito. Non svastiche qualsiasi [Fig.1], ma di una ben precisa cultura: Greca!

Fig. 1 Una delle due svastiche greche scoperte nel cortile della Tomba di Rotari.

 

Ebbene sì, due svastiche di indiscussa tipologia greca [Fig.2] incise in un sito ricco di simbologie rare.

 

 

Fig. 2 Una delle due svastiche greche scoperte nel cortile della Tomba di Rotari.

 

Ma permettetemi di fare una premessa.

Lo studio dei simboli percorre strade tortuose e complicate. Strade che spesso sembrano non condividere nulla, ma che inaspettatamente s’intersecano per svelare indizi sconcertanti, da cui poi si dipartono altre strade che alimentano la complessità della ricerca. Il mondo accademico affronta la simbologia con distacco e scetticismo, poiché affetta da troppe variabili, carente di documentazione, viziata da soggettive e variegate interpretazioni, ma soprattutto perché non univocamente identificabile. In pratica, ad oggi, non è stata ancora fondata una giusta metodologia scientifica per lo studio dei simboli.

E’ anche vero, però, che la forza di un simbolo sta nel fatto di rivelare non una verità, bensì un concetto, che tanto più si sveste di segretezza tanto più alto è il grado di conoscenza e consapevolezza dello studioso che tenta di decrittarlo. Una conoscenza semplice e diretta, nella sua forma, che riesce a resistere allo scorrere dei secoli molto più di qualsiasi documento scritto, monumento o reperto archeologico, ma che se studiato, contestualizzato e soprattutto capito, riesce a dare una quantità considerevole di informazioni.

Ultimo aggiornamento Venerdì 12 Febbraio 2010 02:29 Leggi tutto...
 

Le Feste del Fuoco a San Nicandro Garganico

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Le Feste del Fuoco

San Nicandro Garganico 

Le fiamme del falò sono alte verso il cielo pieno di stelle e ondeggiano, senza mai fermarsi, per scaldare una gelida serata  d’inverno, muovendo in me tanti pensieri. È il 20 gennaio, giorno dedicato a San Sebastiano, quando a San Nicandro Garganico si fanno ardere grossi fuochi per commemorare il santo. Tra danze intoFuoco di San Biagiorno al fuoco, canti paesani, gustose ghiottonerie, preparate apposta per tale evento, e briosi stornelli provocatori per prendere in giro bonariamente i partecipanti degli altri falò, con immaginazione mista a curiosità, cerco le antiche tracce per comprendere il senso di questi rituali e percepisco il sacro e il profano che cominciano ad intessere quel variopinto intreccio di venerazione popolare, in un misto tra pagano e cristiano. Tutto questo mi stimola e mi affascina. Sento ora il bisogno di condurre una indagine antropologica approfondita sull’argomento ma, per entrare nei dettagli, è indispensabile iniziare dalle domande giuste: perché si accendono questi falò? Perché in determinati giorni, piuttosto che in altri? E come mai nei paesi vicini sembra non esserci traccia di cerimonie simili, almeno nel cuore della stagione invernale? Procedo con ordine e cautela.
Ultimo aggiornamento Domenica 07 Febbraio 2010 22:35 Leggi tutto...
 


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